Cosa è stato il Jova Beach Tour se non la rappresentazione straordinaria di un ordinario delirio da spiaggia, l’apice spettacolare della deroga permanente a qualunque principio di tutela degli habitat naturalistici? Cosa è stato se non l’equivalente di un decreto Sblocca-Spiagge, firmato non dal Presidente della Repubblica, ma dal potere mediatico?

Per me questa storia assurda è cominciata l’8 dicembre 2018, durante una tranquilla passeggiata, quando - “Ciao Franco, hai sentito le ultime sul tour di Jovanotti?”- un messaggio di Giuliana mi mise in allarme. Da quanto poi venni a sapere, eravamo accomunati dalla stessa disgrazia incombente, seppur su lati opposti dello Stivale, lei a Torre Flavia, io a Vasto.

Pensai che non si riesce mai ad avere un attimo di pace, se ti occupi di ambiente - pure Jovanotti ci mancava! - e come me la pensavano le migliaia di attivisti che si apprestavano a godere, dopo una intensa stagione di militanza sulle spiagge, il meritato riposo delle festività natalizie. Invece no: seguirono giorni, settimane, di folle attività, di incontri e controincontri con amministrazioni, associazioni, enti vari, per capire cosa